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Autore: Marketing AR

imballaggi per spedizione resi

Il problema dei resi nella spedizione di articoli commerciali

Il reso è una particolare procedura che permette di restituire al mittente un prodotto acquistato in precedenza, il quale, per un motivo o per l’altro, non risulta gradito al cliente.
Capita spesso che, a causa di diversi motivi, il prodotto non risponda alle aspettative di chi l’ha ordinato, ed è per questo che si rende necessario effettuare questa procedura.
Purtroppo fare un reso non è così semplice come si possa pensare, in quanto possono verificarsi numerosi problemi, soprattutto durante la fase della spedizione.
Ad ogni modo, sempre più persone si avvalgono di questa possibilità, mentre in passato si tendeva a conservare l’oggetto per non dover avviare questa procedura così impegnativa.

Per quali motivi si rende necessario effettuare il reso di un articolo commerciale?

La Legge offre ad ogni cliente la possibilità di effettuare il reso, ovvero applicare il diritto di recesso in merito ad un determinato acquisto.
Salvo particolari eccezioni, questo deve essere richiesto entro 14 giorni dalla ricezione.

È necessario quindi mettersi in contatto con il venditore o con l’azienda presso il quale è stato portato a termine l’acquisto.
Ogni realtà commerciale e ogni sito web ha i propri metodi per effettuare questa procedura e sarà proprio il venditore a comunicare al cliente come muoversi.

Molto probabilmente il prodotto potrà essere restituito attraverso la compilazione di un modulo e la consegna dell’oggetto a un corriere che passerà a ritirarlo.
Una volta giunto in azienda, il prodotto verrà esaminato e se saranno presenti i requisiti di idoneità il cliente riceverà un rimborso o un cambio sullo stesso.
I motivi per cui un cliente può procedere alla richiesta del reso sono davvero molti.

Un prodotto può infatti non piacere, può risultare diverso rispetto alle aspettative, può essere difettoso o magari non funzionare come da descrizione.
Alcune persone procedono al reso in quanto si rendono conto di non desiderare più il prodotto al momento dell’acquisto, mentre altre potrebbero semplicemente aver cambiato idea.
Al venditore, comunque, non interessa il motivo per cui un oggetto viene restituito, in quanto, in ogni caso, il diritto di reso è esteso a tutti.

Perché scegliere un buon imballaggio per proteggere l’oggetto da rendere?

Quando si decide di effettuare un reso è bene prendere tutte le precauzioni necessarie per far sì che questo possa raggiungere il venditore senza riportare danni.
Questo perché, grazie ad un buon imballaggio, diminuiscono notevolmente tutte le variabili che potrebbero danneggiare il prodotto durante il viaggio.
Molti venditori infatti, concedono il rimborso solo se il prodotto restituito torna in azienda integro. Ecco perché è doveroso prendere le giuste accortezze.

Il metodo migliore è quello di restituire l’oggetto acquistato nella confezione originale.
In questo modo il prodotto acquistato sarà protetto e anche il venditore potrà osservarne le caratteristiche al momento della ricezione.
Se invece la confezione originale è rotta o è andata persa è bene avvolgere l’oggetto all’interno di materiali protettivi, come pluriball o polistirolo.

Questi materiali riescono ad attutire ogni sorta di urto o vibrazione, condizioni che è impossibile evitare durante il viaggio.
È molto importante riporre il tutto in una scatola resistente e integra, che riesca a fornire una protezione aggiuntiva oltre alle precauzioni già prese in precedenza.

Questi accorgimenti non servono solo a preservare la natura del pacco e dell’oggetto che si intende restituire.
Sono degli scrupoli che l’individuo decide di assumersi nel rispetto dell’azienda presso la quale si è portato a termine l’acquisto.
In molti casi viene utilizzata anche della schiuma protettiva che non va in alcun modo a danneggiare il bene da restituire, ma riesce a stabilizzarlo all’interno del pacco.

Questa particolare procedura è molto diffusa nel caso in cui si vadano a restituire dei beni fragili o delicati.
Solo in questo modo, infatti, si possono riempire tutti gli spazi presenti all’interno del pacco ed evitare così che il prodotto si sposti troppe volte durante il viaggio.
È molto importante inoltre, prendere ulteriori precauzioni nel caso in cui si andasse a restituire un oggetto appuntito che potrebbe causare disguidi durante il trasporto.

Da non sottovalutare le dimensioni della scatola da utilizzare. Un pacco troppo piccolo potrebbe danneggiare l’oggetto da restituire, mentre uno troppo grande risultare estremamente ingombrante e poco protettivo.
L’ultimo consiglio è quello di sigillare il pacco con del nastro adesivo, soprattutto nei punti in cui la scatola potrebbe aprirsi o rompersi con maggior possibilità.

Bisogna poi eliminare ogni sorta di scritta sul pacco da spedire, in quanto questo potrebbe sviare il corriere o chiunque si occupi della consegna.
È buona norma, infine, indicare le istruzioni di consegna in maniera semplice ed efficace, ricorrendo ad etichette prestampate o adottando una calligrafia semplice e facilmente leggibile da tutti.

Il mercato dell’imballo in italia

Sono sempre di più le industrie e i privati che, giorno dopo giorno, utilizzano l’imballo per aumentare le proprie vendite e le conseguenti spedizioni.
Si tratta di una realtà in costante crescita, in quanto questo settore è collegato a molte altre attività appartenenti al ramo manifatturiero.
Per non parlare poi di tutte quelle aziende che, grazie a questa attività, riescono ad incrementare la propria produzione servendosi di un sistema che tuteli i propri beni di consumo.

Le statistiche relative al mercato dell’imballo in Italia

Secondo l’Istituto Italiano Imballaggi, abbiamo assistito ad una grande evoluzione per quanto riguarda il settore dell’imballaggio.
Questo è aumentato di quasi il 3% sul mercato interno e di circa l’1,3% per quanto riguarda le merci destinate all’estero.

Si parla di una crescita nel settore della spedizione che raggiunge più del 2% per i beni durevoli e di circa il 3% per quelli che, invece, devono essere consumati nell’immediato.
Sicuramente si tratta di risultati molto importanti in quanto, verso la fine del 2021, questi trend erano inferiori a quanto registrato negli ultimi mesi.

Nei restanti mesi del 2022, il settore dell’imballaggio ha rispettato questa tendenza, tanto che la crescita è arrivata a toccare le soglie del 6% per quanto riguarda le importazioni.
Un risultato nettamente superiore riguarda invece l’esportazione, il cui incremento si aggira intorno al 21.9%. Sembra però che tutti questi numeri potrebbero ancora aumentare, in quanto il sistema non ha ancora subito un’inversione di rotta.

I volumi dei vari prodotti utilizzati per l’imballo

Ogni industria si avvale di un certo tipo di imballaggio per proteggere al meglio i propri prodotti. A seconda delle necessità vengono infatti utilizzati dei materiali diversi: è proprio il tipo di risorsa impiegata a stabilire il volume impiegato in questo settore.

La carta ha registrato un volume di circa 1.170 milioni di tonnellate, raggiungendo quasi il 100% di tutti gli imballaggi realizzati in Italia.
Numeri ancora più grandi riguardano invece l’utilizzo della plastica che, a oggi, risulta essere utilizzata per 855 milioni di tonnellate di prodotti solo in Italia.
Per quanto riguarda il legno e i materiali ferrosi le percentuali scendono, ma risultano comunque molto elevate poiché si aggirano intorno al 40-60% degli imballaggi totali.
Utilizzati anche l’alluminio in circa il 60% dei pacchi e il vetro, presente in 959 milioni di tonnellate.

Il metallo invece, raggiunge la soglia di 235 milioni di tonnellate.
Il totale di questi imballaggi arriva dunque ad avere un volume di 3.356 milioni di tonnellate.

Quali materiali vengono utilizzati nel settore dell’imballo?

Come accennato prima, l’imballaggio di un prodotto cambia in base alla risorsa che questo avrà il compito di proteggere.
È proprio per questo motivo che esistono diversi materiali che vengono utilizzati per quanto riguarda il mercato dell’imballo in Italia.

La Legge italiana ha Infatti previsto che ogni tipo di prodotto deve essere trasportato con delle indicazioni ben precise le quali, se trasgredite, potrebbero portare a pesanti sanzioni.
Quando si parla di alimenti bisogna ricorrere a materiali di imballo che non vadano a danneggiarne le caratteristiche organolettiche.
Allo stesso tempo, bisogna adottare una soluzione che permetta il rispetto delle varie norme sanitarie, evitando l’esposizione a insetti, animali e batteri

In questo caso è consigliabile avvolgere gli alimenti nella carta realizzata appositamente per questo scopo oppure ricorrendo alla tecnica del sottovuoto.
Successivamente andranno esposti in casse o cartoni che non vadano ad incidere sulla deperibilità del prodotto.
La carta e le sue innumerevoli varianti vengono utilizzate nella maggior parte dei pacchi proprio perché si tratta di un materiale versatile e adatto a tutti gli scopi.

Il cartone ondulato, per esempio, è tra i materiali più richiesti in quanto protegge bene il prodotto e riesce a prevenirne la rottura anche in caso di estrema fragilità.
La carta viene quindi utilizzata per spedire documenti, ma anche prodotti e oggetti di vario tipo appartenenti ai vari settori industriali.
Per quanto riguarda il vetro invece, il suo campo di utilizzo riguarda per lo più le bevande e tutti quegli oggetti che richiedono un materiale che riesca a resistere alle temperature molto alte.
Il vetro resiste inoltre agli acidi, ed è raccomandato laddove non si voglia far passare il gas. L’imballo in vetro è quindi perfetto per conservare vini, bevande, frutta e verdura, ma anche alcune medicine.
Gli imballaggi in plastica vengono utilizzati in moltissimi casi poiché sono adatti sia al trasporto di alimenti che a prodotti non appartenenti all’industria gastronomica.
In alcuni casi questi possono proteggere un determinato bene da urti e movimenti bruschi, come ad esempio il pluriball.
Sono estremamente indicati anche per prodotti tecnici, dispositivi e macchinari che potrebbero danneggiarsi durante il viaggio.
Il legno viene invece scelto per quanto riguarda il trasporto di merci pesanti sia nel filone alimentare che in quello industriale. Questa scelta risulta essere ancora molto diffusa al giorno d’oggi.

scegliere pellicole in polietilene estensibile

Imballaggio: perché scegliere le pellicole in polietilene estensibile

Il polietilene estensibile, detto LLDPE, è un particolare tipo di materiale che, per le sue proprietà fisiche e chimiche, risulta incredibilmente pratico e versatile in una gran quantità di applicazioni specialmente nel settore degli imballaggi.

Da quando la sua scoperta è stata resa nota, ha praticamente monopolizzato il mercato in quanto è un materiale che riesce, con incredibile semplicità, a rendere un traballante bancale da due metri, in un blocco unico trasportabile in totale sicurezza.

I viaggi in nave o camion sono all’ordine del giorno e sono spesso causa di rotture o crolli dei bancali trasportanti merce, o addirittura si può incombere al rovinare la merce stessa.

Utilizzando questo immancabile strumento si potrà evitare questo problema, permettendo il viaggio di qualsiasi cosa in totale sicurezza.

La pellicola in polietilene ci si presenta come un foglio di carta lucida, avvolto solitamente in una bobina di cartone. La scelta della bobina come supporto non è casuale, viene scelta infatti per la semplicità con la quale può essere applicata.

Quali sono le qualità per cui scegliere le pellicole in polietilene?

Queste formidabili pellicole sono scelte per gli imballaggi per tre principali motivi:

Praticità di utilizzo: questa pellicola riposta in bobina ha la peculiarità di poter essere applicata in maniera manuale in poco tempo e, nel caso avessimo la possibilità, il tempo può essere ulteriormente ridotto con l’ausilio di imballatrici automatiche.

Compattezza del bancale: la pellicola, una volta ancorata al pallet, viene fatta passare per tutta la superficie del bancale. Durante questa applicazione si nota a occhio nudo, come la pellicola prenda la forma perfetta del bancale e, strato su strato, lo renda un pezzo solido anche se di alcuni metri di altezza.

Tempi ridotti di applicazione e possibilità di ridurli ulteriormente: l’applicazione e gestione degli imballi viene solitamente regolamentata sulla base dei bancali da preparare ogni giorno. In caso di alti quantitativi di spedizioni, si può optare per una comodissima imballatrice automatica che, oltre ad aver bisogno dell’ausilio di pochissimo personale, svolgerà il lavoro per voi e nella maniera da voi stessi impostata.

Questa tipologia di pellicole per imballo possiede una gran quantità di proprietà meccaniche che la contraddistinguono da altri materiali.
Il polietilene estensibile ha una grande resistenza di trazione, che permette di allungarsi ma non di spezzarsi. Questa caratteristica è molto richiesta in quanto permette, anche se tirato con forza, di non strapparsi e reggere grandi stress durante i viaggi.

Resistenza alla perforazione: differentemente a come verrebbe da pensare, il polietilene possiede una grande resistenza alla perforazione, che viene incentivata con il passaggio di più strati dello stesso sulla superficie del bancale. Dunque ecco un’altra qualità per cui i nostri prodotti saranno al sicuro.
Pensiamo ad esempio a impilare in un bancale delle scatole con spigoli accentuati, varie tipologie di plastiche si forerebbero all’istante, provocando problemi di compattezza nel bancale.
Il polietilene invece prende, in maniera del tutto sicura, la forma dello spigolo delle scatole, comprimendole contro il resto del bancale per un’operazione a regola d’arte.

Come si applica il polietilene al bancale in maniera corretta?

Una volta che il bancale è stato formato, ci si trova nel momento di doverlo sigillare e mandare in spedizione, ma come farlo in maniera corretta e sicura?
In primo luogo bisogna sapere che esistono due metodi per applicare la pellicola, il primo detto semiautomatico o manuale e il secondo detto automatico.

Nell’operazione manuale, l’operatore svolge un ruolo chiave, in quanto sarà coinvolto attivamente nell’attività di imballaggio.
Si utilizza per questa operazione la bobina manuale, la tecnica consiste nel legare nella base la pellicola, in modo da avere un punto di partenza, successivamente si passa all’avvolgere in tutta la sua grandezza il bancale.

Una volta terminato l’imballaggio, si passa al taglio della pellicola lasciando attaccare in maniera naturale la pellicola su se stessa. Le limitazioni di questo tipo di applicazione sono solitamente due, il tempo che viene impiegato e l’altezza dei bancali che non può essere eccessiva.

Nel metodo automatico e semi automatico, si utilizzano dei macchinari appositi che svolgono l’operazione di imballaggio, lasciando l’operatore al solo compito di dirigere la macchina.

Nel caso del semi automatico il macchinario viene gestito in maniera assidua dal lavoratore, che muove il macchinario intorno al bancale svolgendo l’operazione in un tasso ristretto di tempo.

Questa pratica permette di imballare più pallet nel corso di un turno e di finalizzare meno dipendenti in questa realizzazione.
Nel caso di quello automatico invece si utilizzano pedane rotanti, dove vengono riposti i bancali. Il braccio posto al lato invece viene caricato con la bobina apposita e con la semplice gestione eseguibile da un display, inizia l’operazione di imballaggio.

L’imballaggio automatico è naturalmente quello più performante in quanto permette di imballare un gran numero di pallet, in totale sicurezza e precisione.

 

Impieghi industriali delle sparapunti pneumatiche

La sparapunti o graffatrice, nasce per l’esigenza di fissare materiali delicati su un buon quantitativo di materiali in maniera sicura e senza rovinare le superfici in questione.

Le sparapunti esistono di tipo manuale, elettriche o pneumatiche con una differenza consistente in termini di prestazioni, in quanto differiscono per alimentazione fornita.

La graffatrice manuale viene azionata principalmente applicando una pressione con la mano su di essa, possedendo una pratica impugnatura. Una volta effettuata la pressione la graffatrice imprimerà una forza sul punto da noi scelto, penetrando il materiale e creando un punto di fissaggio.

La graffatrice elettrica possiede il medesimo funzionamento, ma viene alimentata da una batteria, che può essere semplicemente ricaricata.

La graffatrice pneumatica risulta quella con la maggiore potenza e possiede la caratteristica di essere altamente versatile e di semplice utilizzo. La sua preparazione è veramente rapida ed è consigliata per un utilizzo di tipo industriale.
Basterà collegarla a un compressore, mediante un apposita giuntura, e la graffatrice è pronta a lavorare, in maniera instancabile. Possiede un contenitore cilindrico al suo interno in cui viene convogliata l’aria compressa che, quando viene pigiato il pulsate, verrà rilasciata permettendo la fuori uscita della graffetta creando un punto di fissaggio.

Le graffette sono di diversi materiali e diverse grandezze, rendendo la sparapunti pneumatica uno strumento con grande varietà di utilizzi di e un grande ventaglio di materiali su cui lavorare.
La sua potenza la rende lo strumento più richiesto nel campo dei mobili, della carpenteria e del fissaggio dei tessuti. Incredibilmente delicata, spara graffette fini, in modo da poter fissare qualunque dettaglio senza rovinarlo.

Per cosa vengono utilizzate le graffette? Quali tipologie esistono?

Le graffette sono degli accessori industriali indispensabili per utilizzare la sparapunti e sono realizzati spesso in materiale metallico, principalmente di due dimensioni ben specifiche.

AR fornisce una grande varietà di graffette, di varie entità e dimensioni, permettendo le lavorazioni di qualsiasi tipo che presentino necessità di un fissaggio resistente e duraturo.
I modelli leggeri sono utilizzati specialmente in lavorazioni come le tappezzerie e l’utilizzo sul cartone, mentre le graffette pesanti sono dei supporti indispensabili nelle industrie del mobile, necessitando di un quantitativo di tenuta maggiore.

La sparapunti pneumatica consente di svolgere un grande quantitativo di lavori, in tempi molto rapidi, aprendo la porta alla possibilità di accettare nuovi lavori e aumentare i profitti.

La sparapunti diviene indispensabile nell’industria tessile specialmente quando si parla di assemblaggi. Risulta molto difficile trovare una valida alternativa di fissaggio alla graffatrice, in quanto i tessuti si rovinano facilmente e spesso sono tesati in modo perfetto necessitando della giusta forza per restare in posizione.
L’utilizzo di chiodi ad esempio sarebbe sconsigliato, in quanto lascerebbe spuntoni appuntiti e potrebbe sfilarsi in qualunque momento. La graffatrice ripiega le graffette su se stesse, chiudendo il tessuto senza lasciare alcuno spuntone pericoloso.

Le graffette inoltre, essendo molto fini, risultano quasi invisibili quando osserviamo un arredo e possono essere collocate in punti vantaggios,i in modo da essere nascosti con sapiente maestria.
Questo strumento permette dunque di rivestire qualunque tipologia di mobile con qualunque qualità di tessuto, rendendolo uno strumento estremamente utile al suo scopo.

La sparapunti pneumatica ricopre inoltre un ruolo importante per il fissaggio di zanzariere su finestre in legno e porte, in quanto riesce anche a penetrare il legno creando punti di fissaggio solidi e duraturi, resistendo anche alle intemperie.

Un applicazione in cui solo la graffatrice è consigliata è inoltre il fissaggio delle pelli sulle superfici dure. Le pelli sono materiali molto costosi che sono spesso richiesti nel mercato. La loro lavorazione è lunga e richiede abilità non indifferenti e, una volta lavorate, vanno applicate su mobili o altri supporti.
Inutile dire quanto sia delicata e quanto semplice possa essere rovinare questa tipologia di rivestimento. La graffatrice permette con delicatezza e velocità di fissare anche pelli molto delicate, svolgendo il compito in pochissimo tempo.
La graffatrice possiede inoltre la possibilità di fissare materiali plastici su sostegni e creare pratiche coperture in maniera rapida ed economica.

Le sparapunti e i carpentieri

Non solo nell’industria del tessile la sparapunti trova un posto indiscusso, ma anche per chi è un maestro della sottile arte del legno.
Lavorazioni delicate, con legni pregiati verranno fissate in maniera salda e delicata, senza permettere a chiodi o simili di avere una chance di rovinare il lavoro svolto con tanta passione.

La sparapunti pneumatica in questo particolare caso prende una fetta di mercato importante aiutando a diminuire, in modo significativo, tempi di realizzazione delle opere in legno.

Le graffette permettono di lasciare un segno minimo in caso necessitassimo di rimuoverle e questo risulta essere un grosso vantaggio di realizzazione.

riparazione pallet industriali

I pallet industriali: perché passare dalla sostituzione alla riparazione

Una parte importante dei trasporti dei bancali è la base su cui essi poggiano, rendendo solida e protetta per tutto il viaggio la merce. Molto spesso queste pedane, durante i vari trasporti, rischiano di subire danni fino a risultare inadoperabili.

Essendo uno strumento indispensabile nella questione logistica dell’azienda, parlando in termini di trasporti, le aziende si trovano di fronte a un bivio che deve essere valutato e affrontato in termini economici e di tempistiche di lavoro.

In questa situazione l’azienda deve prendere in considerazione la necessità di acquistarne di nuovi, oltre a dover smaltire quelli resi ormai inutilizzabili.
Questa strada per quanto sembri la più semplice, lo è solo in apparenza, in quanto è una scelta dispendiosa.
Solitamente infatti vengono lasciati al di fuori delle strutture dove vengono costantemente danneggiati dalle intemperie e il legno di cui sono composti rischia di degradarsi, o peggio di cedere durante un trasporto.

Un’ulteriore punto và speso per dire anche che acquistando nuovi pallet le aziende che li costruiscono, sprecando materie prime, come il legno, oltre alla quantità di CO2 che viene emessa e che sta lentamente degradando il nostro pianeta.

L’alternativa che può fare la differenza

Un investimento importante, in termini di risparmi futuri, è quello sulla riparazione dei pallet industriali. Quando una pedana viene danneggiata, solitamente è solo in una parte di essa, il che la rende inutilizzabile ma, con i giusti attrezzi può essere riparata e impiegata in nuovi trasporti.

L’investimento per questo scopo è minimo, in quanto bastano chiodi e delle assi di legno recuperabili anche da altri pallet rovinati. In questo modo si possono evitare inutili costi di acquisto che vengono ovviati con una soluzione smart ed ecologica.
Gli strumenti utilizzabili per questo tipo di lavoro sono veramente pochi e facilmente reperibili, un gattuccio e un martello possono ovviare tranquillamente a questo tipo di problematica.

Il gattuccio deve essere equipaggiato con delle lame apposite per un motivo che può apparire scontato, ma che deve essere valutato. Per il riutilizzo dei pallet e dunque ottimizzarne i tempi di utilizzo, bisogna effettuare dei piccoli interventi sul legno.
Il legno dei pallet viene sempre rinforzato con chiodi, solitamente molto spessi e resistenti, che forniscono un grave intralcio ad una lama per legno. Rimuoverli rischia di rovinare il legno che invece serve in tutta la sua solidità, per reggere al meglio la merce.

Le lame per legno si rovinano facilmente e quelle per metallo hanno una dentellatura troppo stretta. AR fornisce delle lame per gattuccio formate in lega bimetallica, che permettono il taglio, pulito e preciso, sia del legno che del metallo. In questo modo si potranno effettuare tagli della misura giusta senza avere troppi problemi.
Assemblare i pezzi ottenuti sarà semplice e ,questa operazione, grazie agli attrezzi giusti, risulterà fattibile ed economica.

Da quanto tempo si svolgono le riparazioni ai pallet? Questa pratica risulta veramente conveniente?

Questa pratica è stata elaborata e messa in pratica ormai da decenni da aziende di grandi, medie e piccole entità, le motivazioni sono essenzialmente due:
Possibilità di svolgere la funzione di pallet a noleggio
Contenimento dei costi del materiale dedito al trasporto

In un periodo come quello che stiamo vivendo il rincaro delle materie prime ha fatto nettamente salire il prezzo degli oggetti finiti, come ad esempio il pallet.
Oltre questo, la domanda di legno è cresciuta in maniera esponenziale a livello mondiale e questo ha fatto incrementare alle stelle i prezzi. Facilmente intuibile dunque il risparmio reale che mostra la riparazione di un oggetto che può essere riadoperabile.
Questo in termini economici.

In termini ecologici la scelta di riparare in azienda i pallet, permette di evitare l’incoraggiamento dei disboscamenti abusivi causati dall’alta richiesta di legno e alla bassa reperibilità dello stesso.

La riparazione dei pallet consiste nello svolgere l’attività di cernita sullo stesso, sostituendo in maniera efficace le parti rotte e inutilizzabili, con parti nuove e recuperate da altri pallet simili in maniera rigorosamente a norma.
Questa tipologia di pratica, per quanto molto vantaggiosa in termini di costi, viene regolamentata e deve essere svolta a regola d’arte per permettere un trasporto in sicurezza delle merci. Una realizzazione inappropriata renderebbe pericoloso il trasporto e le operazioni svolte dai lavoratori, mettendoli a rischio.
La riparazione dei pallet, naturalmente, produce uno scarto in termini di assi di legno inutilizzabili, chiodi e altre parti. Queste possono essere riciclate in maniera molto semplice, le quali verranno poi riutilizzate come legno pressato o altri impieghi.

Un’altra attività che può essere presa in considerazione dalle aziende, è il commercio dei pallet usati in quanto non vengono visti, in termine di legge, come rifiuti di imballaggio ma diverranno buona risorsa per altre aziende.

MACCHINE PER IMBALLAGGIO SCEGLIERE QUELLA GIUSTA

Macchine per imballaggio: come scegliere quella giusta

Una volta che l’azienda comincia ad incrementare la produzione, vuol dire che la richiesta di quei prodotti è altamente richiesta. In un momento del genere le spedizioni solitamente tendono a crescere in maniera esponenziale e bisogna essere pronti a cavalcare l’onda.

Le pedane che vengono preparate con la merce, solitamente sono rivestite di film in maniera totalmente manuale, il che richiede in primo luogo un operaio dedicato a quell’impiego e, in maniera più tangibile, un gran quantitativo di tempo.

Per ovviare a questo inconveniente AR fornisce un gran quantitativo di macchine per imballaggi, che permettono di realizzare coperture in film in base alle tempistiche desiderate.

Le macchina per imballo su misura, quali sono:

SFERA EASY TOUCH 11″
Questo incredibile macchinario è completamente manovrabile da un operatore che, attraverso i suoi comandi intuitivi e programmabili, creerà uno strato protettivo di film sulla pedana in maniera rapida e sicura.

Viene dotato di tutti i dispositivi di sicurezza ed è in grado di lavorare sia in maniera automatica che semiautomatica. Viene dotato di due batterie da 12 Volt con 105 Ampere, che permettono di lavorare e ricoprire di film fino a 200 pallet per carica. All’incirca 8-10 ore di lavoro.
Questo macchinario può svolgere da uno a dieci giri di film e può allestire pedane alte fino a due metri di altezza.

SFERA TOUCH 11″
Due batterie in gel da 12 volt con 110 Ampere, donano autonomia per 8-10 ore di lavoro senza interruzioni per un ammontare di circa duecento pallet per carica.
Questa tipologia di macchina per imballaggio può essere impostata in maniera semplice dall’operatore e può avvolgere pallet di altezza complessiva anche di 2,2 metri svolgendo fino a dieci giri di film per punto.
Nel quadro di comando possiamo trovare diversi cicli di avvolgimento e vi sono 100 programmi di avvolgimento impostabili.

EVA Ø 1500/1650
Questa tipologia di macchina per imballaggio invece possiede una pedana rotante sulla base e un braccio meccanico al lato. Una volta posizionato il bancale sulla pedana e allestito il film, si potrà partire con la procedura.
Il massimo di carico che può sopportare la pedana rotante è di 1500 Kg e può raggiungere i 2,2 metri di altezza. L’altezza viene automaticamente rilevata da una fotocellula presente nel macchinario.
La velocità è impostabile da 3 a 12 giri al minuto, rendendo molto alta e variabile la quantità di pallet gestibili. Oltre ad avere differenti funzioni gestibili dal quadro di controllo, come la possibilità di creare più strati e i movimenti che può svolgere per eseguirli.

EVA TP
Una pedana rotante con un piatto più grande, in modo da poter gestire pallet con basi maggiori sempre con peso massimo di 1500 Kg.
Questa tipologia di macchina per imballo rotante si dimostra molto utile per grandi moli di lavoro, nelle industrie dove bisogna effettuare grandi spedizioni.
La velocità di esecuzione è molto alta in quanto può svolgere da 3 a 12 giri al minuto con una velocità di movimento (salita o discesa) del carrello da 1,3 a 5,4 metri al minuto.
SYNTHESI

Questa linea di macchinari si presenta sempre con una base rotante ben solida e un pannello laterale, che consente il settaggio del programma di avvolgimento e permette di posizionare la bobina al lato, in maniera ben visibile in modo da poterla sostituire appena necessario.
Il diametro del piatto rotante è di 1,65 metri e può sopportare un peso massimo di 1500 chili. L’altezza del pallet viene constatata in automatico dal macchinario, attraverso una fotocellula, in modo da evitare sprechi di film.

L’operazione di imballaggio viene decisa direttamente dall’operatore che può scegliere fino a quattro programmi di avvolgimento impostabili.
Questo macchinario può inoltre essere impostato in maniera manuale, in modo da poter decidere in autonomia il quantitativo di film applicabile, la gestione dell’altezza e del movimento del braccio.

Sempre dotato con pedana rotante può essere programmato in modo da svolgere le funzioni come meglio si preferisce e con la possibilità di settare fino a 7 programmi di avvolgimento memorizzabili.
Questo macchinario è perfetto per creare rivestimenti in film per pallet molto grandi e dunque per spedizioni massicce.

LYBRA
Questo tipo di avvolgitore appartiene alla categoria delle semi-automatiche e può imballare carichi fino a 2,5 metri di altezza, permettendo alla maggior parte dei bancali di essere protetti dal film.
Questa linea di macchinari Lybra viene progettata con una serie di protezioni costruite sulla base delle norme CE, per una sicurezza impeccabile.
Il quantitativo di giri eseguibili dal macchinario è dai 3 ai 12 giri al minuto e la sua peculiarità è la possibilità di memorizzare fino a 99 programmi successivamente rieseguibili dal macchinario.
I comandi possono venire utilizzati anche in maniera manuale dagli operatori.

LYBRA STATION
Questa tipologia di macchina per imballaggio viene definita automatica ed è dunque in grado gestire l’imballaggio in totale autonomia e sicurezza.
Viene fornita di tutti i dispositivi di sicurezza approvati dalle normative CE in modo da permettere un lavoro sicuro e preciso, gestibile completamente dalla macchina e occupando pochissimo tempo al controllo da parte degli operatori.

I cicli di avvolgimento possono essere comodamente memorizzati e il pannello touch screen rende semplici e immediate le operazioni di settaggio e controllo.
L’altezza utile all’avvolgimento può raggiungere i 2,5 metri di altezza.
Una volta posizionato il bancale nell’apposito spazio di lavoro, bisognerà scegliere il programma dal pratico display che permetterà l’imballaggio nella maniera da noi prescelta.
Il macchinario in totale autonomia, attraverso il suo gran quantitativo di sensori, prenderà le dimensioni del bancale e provvederà ad imballarlo in maniera totalmente automatica e precisa.

scegliere i giusti materiali da imballo

L’importanza di scegliere i giusti materiali da imballo per i prodotti industriali

I materiali da imballaggio, come dicono le parole stesse, sono dei materiali che permettono la protezione della merce durante un qualsiasi tipo di trasporto da un punto ad un’altro.

Le ditte di trasporti, oramai trasportano veramente qualunque tipo di merce e tutte sono abili esperte nella scelta dei materiali per effettuare tale operazione.

Queste scelte ben ponderate non sono frutto del caso, ma sono delle vere e proprie strategie volte a fidelizzare il cliente alla stessa azienda di spedizioni. Tantissimi infatti portano la nomea di essere largamente bravi nelle spedizioni e il loro punto di forza è la scelta del giusto materiale per imballaggio.

Ma perché risulta così importante tenere conto del materiale?

La fidelizzazione è una semplice conseguenza di tale scelta, ma i motivi per cui optare per quelli giusti sono molteplici. Pensiamo ad esempio ai guadagni che si potrebbero trarre nello svolgere così tante spedizioni, senza parlare della soddisfazione di eseguire un lavoro che oramai è difficile portare a termine senza essere ben informati.

I luoghi in cui si possono effettuare i trasporti infatti sono tanti e i corrieri non portano sempre a termine in modo eccelso il proprio lavoro. In questo caso bisogna prevenire possibili urti in nave, problemi nel camion e proteggere, grande o piccolo che sia, il prezioso carico.

Un’altro punto importante di cui bisogna tenere conto è il primo impatto. Il primo impatto con il cliente è molto importante e, in questo caso, viene svolto guarda caso proprio dall’imballo.

Un solido imballo dona un senso di sicurezza e di tranquillità, certamente molto di più di un imballo male eseguito. Giusto è anche ponderare la tipologia di imballo sulla base della merce che viene spedita, in questo modo si possono risparmiare costi e problemi di questo genere.

Un buon imballo è sinonimo di azienda seria

Una buona strategia per dare una buona immagine della propria azienda e del proprio lavoro è senza alcun dubbio quella di utilizzare i giusti materiali nel giusto modo. Non è necessario spendere ingenti somme di denaro in attrezzatura non necessaria, molto spesso si possono fare trasporti in totale sicurezza utilizzando semplici attrezzature che sono di utilizzo comune.

Nel trasporto di prodotti industriali infatti solitamente il packagin è molto importante e differenzia le aziende che svolgono le operazioni di imballaggio. Tutelare la merce è un compito e un dovere verso il cliente finale che, oggi giorno, può esprimere la sua opinione in maniera pubblica su internet.

La tutela del prodotto, rispetto di un lungo lavoro

La produzione industriale, come tutti sanno, è un processo attraverso il quale materie prime o semilavorate, vengono trasformate in un prodotto finito e dunque immesse nel mercato. Naturalmente questa tipologia di operazioni hanno un costo, un notevole costo.

Solitamente in azienda bisogna pagare degli operai, si acquistano le materie prime e si pagano le utenze che, di questi tempi, sono sempre in aumento. L’acquisto da parte di un cliente deve essere preso molto seriamente e dunque bisogna tutelarlo. Il motivo principale è evitare ulteriori costi per renderlo soddisfatto, infatti se subisse de danni bisognerebbe sostituirlo, rendendo vana la produzione del precedente.

Facilmente si capisce che lo spreco di denaro verrebbe triplicato, in quanto, oltre alla produzione dell’oggetto bisognerebbe investire nuovamente nel suo imballaggio. Effettuare un imballaggio nella maniera corretta evita tutte queste tipologie di problemi, permettendo un vantaggio ingente.

Come proteggere al meglio il proprio prodotto?

AR possiede un quantitativo altissimo di prodotti adatti all’imballaggio, in grandezze differenti sempre disponibili.
Solitamente uno degli strumenti più utilizzati è la scatola americana, realizzata con carta ondulata, ricopre una grande fetta del mercato degli imballaggi, in quanto protegge in maniera molto importante rimanendo esigua nei costi.

La scatola americana da sola però, non svolge una funzione di protezione sufficiente per oggetti fragili o con parti che possono rompersi, dunque deve essere integrata con supporti per farla aderire nel miglior modo possibile e rendere stabile il suo contenuto.

La carta ondulata, può svolgere una funzione protettiva o fungere da divisore per evitare urti o attutirli. Un’altra opzione è la pluriball o carta mille bolle, trasparente e funzionale nel suo scopo di proteggere l’interno della scatola.
Un’ottima idea è quella di personalizzare la scatola, in modo da rimanere impressi nella mente del cliente, che si ricorderà di voi come un’azienda sicura e di cui si può fare affidamento.

Un’ultima attenzione va riposta nella scelta del film protettivo, in quanto chi lavora con i bancali per le spedizioni, metodo che permette di spedire più oggetti contemporaneamente creando un risparmio, tiene a cuore questo aspetto per permettere un viaggio saldo e sicuro dei propri oggetti.

07 FILM ESTENSIBILE TIPO MANUALE

Film estensibile: è meglio il tipo manuale o quello automatico?

Per rispondere a questa domanda bisogna prima di tutto analizzare le due tipologie di film, per poi trarre le conclusioni su quale sia la più adatta e a su quale applicazione.

Partiamo con la spiegazione di cosa sia il film estensibile:

Il film estensibile è un tipo particolare di pellicola, realizzata con materiale plastico esattamente il LLDPE, che presenta caratteristiche fisiche come un’elevata resistenza meccanica, grande resistenza alla trazione e compattezza del bancale.

Questa pellicola viene legata alla base del bancale, per poi ricoprirlo completamente in tutte le sue parti. Questa tipologia di operazione rende la pedana un tutt’uno con il carico, facilitandone gli spostamenti e il trasporto.

Film Manuale e dove possiamo applicarlo

La dicitura film manuale, si riporta al fatto che l’operazione di rivestimento del bancale viene svolta totalmente da un operatore che, attraverso appositi strumenti di supporto, creerà l’imballaggio.

La tipologia di film rimane identica in entrambi i casi ma la metodologia con il quale viene applicata è visibilmente diversa.

L’operatore che gestisce il lavoro posiziona innanzi tutto il bancale su uno spazio appositamente adibito, in modo da poter lavorare in maniera perfetta.

Successivamente viene composta la pedana, che di solito viene caricata fino al suo limite di peso. In questo momento il carico è largamente instabile e sarebbe pericoloso trasportarlo in questo stato.

Il film dunque viene legato alla base della pedana su cui posa la merce, e successivamente ricoperta totalmente di film, in modo da essere sicuri di avere una stabilità visibilmente apprezzabile.

Gli strumenti che possono essere utilizzati per la realizzazione di questa operazione manuale sono:

Dispenser per film estensibile manuale a nucleo centrale esteso: questa tipologia di supporto dell’operatore è il più comune che possiamo trovare nelle aziende ma rimane purtroppo scomodo e difficile da utilizzare sul lungo andare.

Dispenser per film estensibile manuale a freno meccanico: questa tipologia è una versione migliorata, che permette una facilitazione durante l’estrazione e il posizionamento del film sul bancale, rendendo l’operazione più semplice.

Avvolgitori per film estensibile manuale ad asta: il migliore e più semplice, unisce un impugnatura ergonomica, alla possibilità di raggiungere anche gli angoli più difficili, creando un bancale perfetto e pronto alla partenza.

In analisi conclusiva, questa tipologia di film è ampiamente utilizzata nell’industria delle spedizioni, ma presenta alcune restrizioni che le permettono di essere utilizzabili solo per determinate aziende.

Essendo un processo manuale, il tempo che si impiega per realizzarlo è notevole il che lo rende adatto a piccole e medie attività che vogliono comunque offrire trasporti sicuri, nonostante questi non siano frequenti.

Un esempio è magari l’assemblaggio di pedane in un birrificio artigianale o piccole attività in espansione.

Film automatico e dove utilizzarlo

Il film estensibile automatico è composto dello stesso identico materiale del film manuale con un’applicazione diversa, studiata per altre tipologie di esigenze.

Il film automatico permette di imballare le pedane in maniera solida e resistente, qualunque sia il loro contenuto, attraverso l’utilizzo di macchinari appositi che ne permettono l’imballaggio in tempi record.

Sembra tutto incredibile vero?

Ma è una scelta che deve essere ben ponderata, in quanto naturalmente i costi tendono ad alzarsi notevolmente. Comprare le attrezzature per l’imballaggio automatico e semi automatico, non è sicuramente una spesa economica ma ci sono dei lavori che riescono a trarne grande vantaggio.

Le grandi aziende e le catene di distribuzione, hanno un così ingente quantitativo di ordini da spedire che sarebbe impensabile prepararli manualmente, ma la precisione e la sicurezza di imballo risulta sempre necessaria per evitare cattive recensioni e reclami.

Dunque sono state create delle tecniche di imballaggio dei colli che richiedono una piccola assistenza dell’uomo o addirittura quasi nessuna, se non per interventi straordinari.

In questa tipologia di aziende i ricavi, dovuti dalle spedizioni, giustificano e coprono altamente i costi dei macchinari.

Le varietà di macchinari che si possono trovare in commercio in grado di eseguire queste tipologie di applicazioni sono numerose, andremo adesso ad analizzarne alcune nello specifico in modo da poter scegliere quella più adatta alle proprie esigenze.

Macchine per imballaggio semi automatiche:

Questa tipologia di macchinari sono solitamente definiti come avvolgitori. Comprendono le piattaforme rotanti che, una volta posizionato la pedana su di esse, cominciano a roteare avvolgendo la pedana con il film che le ricopre totalmente.

Un’altra tipologia di macchinario rotante è l’avvolgitore orbitale che, durante il trasporto del bancale, lo avvolge con il film utilizzando un robot da imballaggio.

Robot per imballaggi automatici:

Questi robot sono creati per lavorare in maniera totalmente automatica e autonoma, permettono di caricare, avvolgere, applicare, tagliare e saldare il film sulla pedana in maniera del tutto sicura e meticolosa.

Ar fornisce tutte le tipologie di film estensibili preseti sul mercato, per qualsiasi di questi incredibili macchinari.

Imballaggio professionale pluriball

Imballaggio professionale: i vari tipi disponibili sul mercato

Perché scegliere un imballaggio di buona qualità?

La prima vera domanda che ci si pone per quanto riguarda gli imballaggi è perché sia necessario utilizzare quelli giusti e soprattutto di buona qualità.

Gli imballaggi sono degli strumenti che servono a preservare l’integrità delle merci al loro interno, i metodi che vengono utilizzati per imballare e tenere al sicuro le merci sono molteplici e in questo articolo mostreremo alcune tipologie e i vantaggi di ciascuna di esse.

Iniziamo dicendo che un buon imballaggio permette di avere una spedizione illesa e traendone il vantaggio di non incombere in noiose richieste di resi o reclami, che tendono a far calare la stima del cliente nei nostri confronti, se non peggio portandoci cattive recensioni.

Quali sono gli imballaggi che permettono di preservare la merce e quali scegliere?

Carta Ondulata:
La carta ondulata è un tipo molto comune di materiale di imballaggio la sua composizione rimane tanto semplice quanto efficace in numerose applicazioni e adatto alla protezione di un’ampia gamma di prodotti.

Questa particolare tipologia di carta può essere realizzata in vari modi, il più semplice consiste nell’unione di tre fogli. Il primo foglio viene chiamato copertina ed è rigido e dritto, il secondo foglio invece è ondulato e si trova nel mezzo, invece il terzo e ultimo si trova al di sotto richiudendo quello ondulato e formando la nostra carta ondulata.

I tre fogli vengono uniti tra loro mediante dei collanti naturali che ne permettono la perfetta permanenza. Esistono anche carte ondulate più complesse, dove vi sono ulteriori strati di cartone tra ondulati e non, in base a questo abbiamo i cartoni a singola o tripla onda.

Solitamente questa tipologia di carta viene utilizzata nella realizzazione di scatole in grado di contenere oggetti, anche in vetro, e preservarne l’integrità.

La forza di questo tipo di cartone è data dalla sua composizione, l’onda interna infatti fornisce una buona rigidità ai due supporti esterni, che in questo modo permettono di proteggere il contenuto.

Pluriball:
Questo materiale viene chiamato anche mille bolle e possiede, oltre le pluri-acclamate proprietà antistress, delle vere e indiscutibili capacità protettive, che lo rendono uno strumento fortemente utilizzato nel settore degli imballaggi.

Questa tipologia di fogli vengono realizzati puramente in plastica e sono ricoperti, per tutta la loro superficie, di bolle d’aria.

Questo pratico rivestimento è stato creato per la messa in sicurezza degli oggetti che vengono riposti all’interno di una scatola o simili, creando un’ulteriore barriera protettiva a difesa del nostro prodotto.

I motivi per scegliere questo tipo di protezione sono molteplici, il primo sicuramente è quello di avere un’ulteriore protezione in modo da poter dormire sonni tranquilli durante la spedizione.

Numero due ma non meno importante è lo spazio che occupa, essendo realizzato in plastica risulta veramente adattabile e poco ingombrante, in modo da poter avvolgere qualunque oggetto su di esso.

Terzo, la possibilità di scegliere quello più adatto alle proprie necessità e soprattutto al proprio portafoglio. Scegliendo con attenzione i parametri, si potrà scegliere quello più adatto alle proprie esigenze.

I parametri sono:

  • Grammatura
  • Grandezza delle bolle in superficie

Scegliendo la grammatura più fine, ad esempio, potrete avere un notevole risparmio economico oltre a ottimizzare lo spazio in magazzino per il suo stoccaggio.

Il pluriball permette di aumentare la sicurezza di ogni imballo in maniera pratica e veloce, mettendo al sicuro piccoli e grandi oggetti che potranno attraversare qualunque tipo di spedizione.

Scatole americane:
Quando si parla di imballaggi solitamente, che sia grande o piccolo l’oggetto da spedire, il pensiero di chiunque ricade sempre sul classico scatolone di cartone.

Le scatole americane sono l’essenza del trasporto poiché possiedono tutte le caratteristiche necessarie alla sua realizzazione in maniera efficace.

Quando si cerca un prodotto resistente e facilmente trasportabile, la scelta ricadrà sempre su questa tipologia di scatola che la sua composizione è tanto semplice quanto efficace.

La sua realizzazione è basata su un unico foglio di carta ondulata, che a sua volta può essere a singola o doppia onda, piegata in modo da formare un contenitore.

Solitamente il fondo viene preincollato, in modo da permettere risparmio di tempo da parte dell’azienda, ma spesso si sceglie di ordinarle solo con la forma definita e piegata in modo da risparmiare spazio nel magazzino.

La peculiarità e comodità di questa tipologia di scatole è la possibilità di essere personalizzabili e dunque realizzate su misura per qualsiasi esigenza di spedizione.

Un ulteriore vantaggio viene portato inoltre dal suo costo, che rimane sempre contenuto data la semplicità dei materiali che la compongono.

L’utilizzo di questa tipologia di scatole permette anche un risparmio, in quanto possono essere riciclate e riutilizzate in modo da trarne ulteriore vantaggio.

Chiodatrici, graffatrici, anellatrici e clincatrici: i migliori strumenti per fissaggio industriale

Chiodatrici e per cosa vengono utilizzate:

Le chiodatrici sono degli strumenti utilizzate per il fissaggio attraverso i chiodi di uno o più parti. I chiodi sono onnipresenti in ogni cantiere e svolgono una funzione ben chiara, fissare due parti in maniera salda e duratura.

Lo strumento solito che viene utilizzato per il fissaggio è il martello ma la chiodatrice lo supera in quanto a rapidità di esecuzione, precisione e riduzione degli sprechi.

La chiodatrice si presenta con una forma a “pistola”, che permette una pratica impugnatura e quindi un buon supporto. I chiodi sono disposti solitamente in una bobina realizzata mediante elettro saldatura e vengono inseriti in un’apposito vano, che li conterrà, mentre l’operazione di fissaggio viene eseguita nel seguente modo:

Per prima cosa bisogna poggiare la bocca della chiodatrice sul punto di fissaggio, successivamente premendo il bottone a forma di grilletto verrà applicata una forza, differente in base al tipo di alimentazione della chiodatrice, che sparerà il chiodo fuori in maniera più o meno potente fissandolo al punto da noi scelto.

Le chiodatrici possono essere di due principali tipi di alimentazione: pneumatiche, dunque azionate ad aria compressa o elettriche e quindi alimentate a corrente.

Le applicazioni delle chiodatrici sono infinite, ma presentano notevoli vantaggi in aziende che realizzano pallet, in qualunque tipo di falegnameria e nella realizzazione di strutture che utilizzano come materiale di supporto il legno.

Graffatrici, per cosa vengono utilizzate

Le graffatrici o cucitrici pneumatiche sono degli strumenti di fissaggio che sono particolarmente consigliate per luoghi che hanno bisogno di saldi punti di giuntura in materiali come ad esempio il cartone e la stoffa.

La graffatrice pneumatica è uno strumento che possiede una forma pratica alla presa e permette di applicare delle graffette, suo strumento di lavoro, come punto di fissaggio attraverso l’ausilio di un semplice bottone.

Il suo funzionamento è tanto semplice quanto il suo utilizzo: la graffatrice pneumatica deve essere costantemente rifornita di aria compressa, fornita attraverso un compressore, dunque non necessita di corrente elettrica.

Attraverso la pigiatura del pulsante l’aria compressa viene rilasciata e spinta verso delle morse che, serrandosi, permettono la chiusura della graffetta e quindi chiudere il punto di fissaggio.

La graffatrice può essere utilizzata in differenti campi in quanto permette di interagire con materiali anche delicati senza rovinarli in alcun modo. Un esempio di campo in cui viene applicata è quello della realizzazione di scatole che vengono fissate nelle loro parti in maniera solida grazie alle graffette.

Un’altra applicazione di cui si può beneficiare possedendone una, è quella di rivestire gli oggetti con i tessuti. I divani e le poltrone ad esempio, una volta tesato il tessuto che li ricopre viene fissato mediante delle graffette nelle parti solide come la base.

La graffatrice inoltre può essere utilizzata per fissare su superfici più dure, come ad esempio il legno. Pensiamo ad esempio al fissaggio delle zanzariere sui bordi delle finestre, o fissare dei teli in PVC come copertura per strutture esterne.

La velocità di questo strumento lo rende estremamente maneggevole e con un incredibile ventaglio di applicazioni, tra fissaggi e rivestimenti.

Anellatrici, cosa sono e a cosa servono

Le anellatrici sono degli strumenti industriali che, attraverso forza meccanica, deformano dei gancetti trasformandoli in veri e propri anelli, chiudendo in maniera semplice ed efficace due parti al suo interno.

Questo prezioso strumento di fissaggio è presente in due diverse principali forme, differenziate dalla tipologia di forza che gli permette di effettuare la deformazione del gancetto.
Anellatrice manuale: questo tipo di anellatrice permette il fissaggio attraverso la chiusura di due leve, il serraggio deforma il gancio e crea l’anello e dunque il punto di fissaggio.

Questa tipologia di anellatrice viene utilizzata soprattutto per lavori rapidi, come unire delle reti o aggiustare gabbie e nasse.
Anellatrice pneumatica: L’anellatrice pneumatica svolge la stessa funzione di quella manuale ma il lavoro è notevolmente facilitato grazie all’utilizzo dell’aria compressa. L’aria viene incanalata e, pigiando un tasto, spinta in modo da deformare il gancio.

Questo tipo di anellatrice viene utilizzata per tantissime applicazioni industriali come giunzione di reti e recinti o applicazioni simili in larga scala data l’alta velocità di realizzazione.

Clincatrici come e dove vengono utilizzate:

Le clincatrici pneumatiche sono degli strumenti che, attraverso il supporto dell’aria compressa, deformano in maniera meccanica delle clip che permettono un serraggio rapido ed efficace.

Questo strumento possiede una importante applicazione soprattutto nella realizzazione delle reti dei materassi e dei divani.
Un’altro utilizzo della clinciatrice è il serraggio di uno o più cavi che, in base alla grandezza della clip che utilizzeremo, potrà contenere al suo interno.

Le clincatrici o anche chiamate clippatrici, vengono scelte per la loro rapidità di esecuzione del fissaggio, la durezza e la possibilità di scegliere il materiale di cui sono composte le clip in totale autonomia.